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Ricerca di Base

La comprensione dei meccanismi biologici che interessano i processi dell’invecchiamento è alla base delle attività di scoperta di interventi in grado di modularne la progressione e la espressione. Tra le diverse aree di ricerca attualmente in corso, per i primi 5 anni il Centro ha identificato le seguenti :

  1. Valutazione dei fattori genetici, endocrini e metabolici, vascolari responsabili delle principali malattie legate all’invecchiamento (Alzheimer, Diabete, Morbo di Parkinson, Malnutrizione per difetto e Malattie Cerebrovascolari).
  2. Studio dei fattori condizionanti la Sarcopenia e delle interazioni tra Sarcopenia e Obesità.
  3. Studio del ruolo dell’infiammazione subclinica nei meccanismi di invecchiamento e nel determinismo e progressione dei principali tumori.
  4. Valutazione dei determinanti dell’Anoressia dell’Invecchiamento
  5. Valutazione  dei determinanti di disabilità fisica e fragilità nel soggetto anziano
  6. Identificazione e sperimentazione di nuove molecole in grado di contrastare i meccanismi alla base dei processi di Invecchiamento, Anoressia dell’Invecchiamento e Sarcopenia
  1. Conduzione di trial clinici clinici, sia non-profit che profit, sia di tipo esploratorio che confirmatorio, volti a esplorare ipotesi biologiche della propria ricerca che l’efficacia di programmi di prevenzione specifici e/o di trattamenti coadiuvanti nelle principali patologie geriatriche.
  2. Sviluppo di programmi di educazione sanitaria basati  su stili di vita orientati ad  un corretto regime alimentare e una adeguata attività fisica atti a perseguire un Invecchiamento in salute.
  3. Sviluppo, messa a punto e sperimentazione di tecnologie biomediche e di ausili fisici e robotici per migliorare il grado di disabilità fisica.

 

Sarcopenia

L’invecchiamento determina una progressiva diminuzione della massa muscolare scheletrica, che porta ad una perdita di forza e funzione muscolare. Nel 1989 Irwin Rosenberg propose il termine “sarcopenia” (dal greco sarco = muscolo, penia = carenza) per definire il graduale declino della massa muscolare legata all’età.

L’entità di tale perdita può essere misurata determinando con la Densitometria i valori di massa muscolare scheletrica appendicolare degli arti superiori e inferiori che va quindi confrontata in termini di scostamento rispetto ai valori medi di un gruppo di soggetti giovani di riferimento, in modo analogo alla valutazione e diagnosi di osteoporosi.

La perdita di muscolo nell’anziano è causata da molteplici fattori: da un lato la ridotta sintesi di alcuni fattori che in condizioni fisiologiche preservano la massa muscolare, quali ormone della crescita, androgeni ed estrogeni. Dall’altro, l’incremento di infiammazione subclinica, tipica dell’invecchiamento, del nostro organismo contribuisce alla perdita di massa muscolare. Altri fattori rilevanti nella diminuzione della massa e della forza muscolare sono la diminuzione dell’attività fisica e la riduzione dell’introito proteico, frequentemente riscontrabile nei soggetti anziani.

Un rapido declino della massa muscolare si osserva nelle persone anziane che rimangono allettate a causa di una malattia. Studi recenti hanno dimostrato che pazienti allettati anziani sani perdono in media 1 Kg di massa muscolare in 10 giorni di allettamento, con relativa cospicua perdita di forza muscolare. Questo fenomeno è alla base della rapida perdita di autonomia dei soggetti anziani fragili dopo ospedalizzazione.

Il gruppo Europeo per lo studio della Sarcopenia (EWGSOP), di cui l’Healthy Aging Center fa parte, ha quindi definito criteri diagnostici semplici per la diagnosi di questa patologia: 1 Ridotta massa muscolare, 2 Riduzione della forza muscolare, 3 Diminuzione della performance fisica, intesa come velocità del cammino.

La documentata presenza del criterio 1 associato al criterio 2 o al criterio 3, permette di porre diagnosi di sarcopenia. La prevalenza della Sarcopenia varia dal 10-20% nella popolazione generale con età superiore a 70 anni al 25% nei pazienti in reparto per acuti, al 30% nei pazienti in Lungodegenza o Casa di Riposo.

Obesità sarcopenica

Il paziente anziano obeso presenta spesso una concomitante carenza di  massa e forza muscolare muscolare, con conseguente riduzione del livello di performance fisica e indipendenza. La coesistenza di obesità e ridotta massa muscolare viene chiamata Obesità Sarcopenica, ed in particolare la variante a distribuzione centrale del tessuto adiposo, detta Obesità Viscerale Dinapenica, si associa a gravi conseguenze negative in termini rischio di progressione della disabilità, riospedalizzazione e mortalità, come dimostrato da recenti studi pubblicati dal gruppo di Ricerca dell’Healthy Aging Center di Verona.

Stiffness arteriosa

L’invecchiamento è causa di modifiche anatomiche, strutturali e funzionali delle arterie che portano ad aumento della rigidità della parete arteriosa; condizioni patologiche quali ipertensione, fumo, obesità, dislipidemia e diabete concorrono con l’invecchiamento a determinare danni alle pareti arteriose.

La storia naturale di questo processo degenerativo dei vasi arteriosi causa alterazioni vascolari avanzate, clinicamente rilevabili, quali l’aumento della pressione differenziale (PP) e l’ipertensione sistolica, caratteristiche dell’aterosclerosi. La comprensione dei meccanismi fisiopatologici alla base di questi eventi e la scoperta di metodiche in grado di rilevarne la presenza in fase precoce (al fine di arrestarne l’evoluzione attraverso un trattamento mirato) rappresentano conquiste di notevole importanza medica dal momento che le patologie CV rappresentano la principale causa di morte nella popolazione ultrasessantacinquenne, provocando rispettivamente il 40% e il 42% dei decessi nelle donne e negli uomini inclusi in questa popolazione .

Al fine di riconoscere precocemente l’aumentata rigidità arteriosa ed identificare i pazienti che potrebbero beneficiare di terapia, sono stati sviluppati negli anni diversi parametri clinici, sia di tipo funzionale che di tipo strutturale, in grado di identificare precocemente lo sviluppo dell’aterosclerosi.

Tra questi i principali sono la valutazione della disfunzione endoteliale, la misurazione dello spessore intima-media (IMT) e l’indagine indiretta della rigidità parietale attraverso l’analisi della morfologia dell’onda di polso e la sua velocità di propagazione (PWV) mediante la tonometria arteriosa.

Un’aumentata rigidità arteriosa, valutata attraverso la PWVcf, è un fattore di rischio indipendente di malattia cardiovascolare (CVD) ed è stata riconosciuta come indice di aterosclerosi subclinica. Le linee guida della Società Europea dell’Ipertensione e della Società Europea di Cardiologia considerano una PWVcf superiore a 10 m/s come indice di danno d’organo subclinico.

Il nostro centro mette a disposizione, a scopo di ricerca ma anche per una valutazione clinica, la tonometria arteriosa ad appianamento che consente con un esame non invasivo e di facile riproducibilità di misurare la velocità dell’onda di polso (PWVcf) e valutare quindi l'”età vascolare” e il conseguente rischio CV dei pazienti.

Contatti

Segreteria dell’Healthy Aging Center
Sig.ra Roberta Fiorini

È possibile contattare la Segreteria dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13 e dalle 14 alle 16 esclusi i giorni festivi.

Piazzale Aristide Stefani, 1 - 37126 Verona

Telefono: 045 / 8122537

Email: healthy.aging.center@aovr.veneto.it

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